“il tutto è maggiore della somma delle sue parti”
Così scrive Aristotele nella sua Metafisica.
La valutazione e la trasmissione del patrimonio sono un esempio di questo concetto.
Ognuno di noi passa buona parte della sua vita a impegnarsi nel proprio lavoro per realizzare i suoi desideri e prendersi cura delle persone a lui care e arriva sempre un momento in cui le nostre esigenze diventano secondarie rispetto a quelle dei nostri figli o di altri nostri affetti.
Chi trasmette o cede il patrimonio ad altri si trova a disporre dell’intero ma lo deve dividere a più soggetti e questo può complicare la gestione del bene stesso e far diminuire, quindi, il valore.
Quanti di noi hanno ricevuto una frazione di un immobile e quale è stata l’esperienza fatta nel gestirlo o nel venderlo ?
Quanto tempo si è dovuto impiegare in colloqui con gli altri comproprietari per la gestione del bene ? Quante volte questo accordo non si è trovato e si sono aperti contenziosi legali o si sono incrinati dei rapporti familiari sino a quel momento armoniosi ?
Quando si è deciso di vendere quel bene, questo rispecchiava i desideri e le esigenze di tutti i comproprietari o qualcuno si è dovuto adattare alle esigenze della maggioranza ?
Nella cessione o nella trasmissione di immobili, aziende e attività l’intero vale molto più delle singole parti, in parte queste considerazioni sono vere anche per le partecipazioni in aziende e per gli asset finanziari, ma questo sarà oggetto di ulteriore approfondimento in un prossimo articolo.
In particolare, riuscire a pianificare una distribuzione dei singoli immobili alle persone a noi care anziché una quota parte indivisa evita le perdite di valore degli immobili stessi e semplifica la loro gestione a chi li riceve.
L’ideale sarebbe di individuare per ogni persona a cui desideriamo trasmettere un immobile, quello per lui di immediato utilizzo e di facile gestione.
Evitare di assegnare una casa in Sicilia ad un figlio che ormai vive e lavora a Milano o un terreno agricolo a chi è completamente disinteressato e impreparato nella gestione significa tutelare il valore del patrimonio che si è costruito.
Vediamo alcuni punti su cui ciascuno di noi può riflettere per evitare frazionamenti che portano a perdite di valore del patrimonio immobiliare e spesso, purtroppo, a rotture dell’armonio familiare:
- Considerate l’utilità di ogni immobile per ciascuno delle persone a cui tenete partendo dall’esigenza primaria (abitazione principale) e valutando poi le secondarie (casa per le vacanze, immobile da mettere a reddito etc.) e cercate con questo criterio di abbinare ad ognuno uno o più immobili
- Per gli altri immobili valutate l’ipotesi di vendere nel momento più propizio, specie quelli che per i vostri cari sarebbero difficili da gestire (questo può salvaguardare dal 25 al 30% del valore attuale e futuro)
- Se avete un patrimonio immobiliare importante e variegato (immobili residenziali, immobili commerciali e terreni) e avete già soddisfatto le esigenze delle persone a voi care, valutate l’ipotesi di creare un trust immobiliare che permette di mantenere intatto il patrimonio godendo di vantaggi fiscali e di gestione di cui potranno beneficiare tu e più generazioni.
- Laddove gli immobili non possono soddisfare tutte le persone a voi care, valutate quali compensazioni potete fare con altri asset del vostro patrimonio (liquidità, titoli, partecipazioni), in particolare, quali compensazioni potete fare con il vostro patrimonio finanziario.
- Ricordatevi che potete pianificare tutto questo senza perdere l’utilizzo dei beni con l’usufrutto, le polizze assicurative con beneficiario non revocabile e altro ancora.
In definitiva, potete gestire il vostro patrimonio immobiliare e finanziario sulla base delle vostre esigenze attuali ma anche esplorando le necessità attuali e future delle persone a cui tenete e con un orizzonte temporale che possa effettivamente tutelare e accrescere il suo valore anche oltre la vostra esistenza.
