È molto più facile costruire una fortuna che conservarla
(Proverbio cinese)
La costruzione di una famiglia, di una attività imprenditoriale, di un patrimonio, richiede sicuramente sforzi, impegno costante e sacrificio, ma è accompagnata da soddisfazioni per ciò che si realizza ed entusiasmo nell’azione di costruzione.
La conservazione e lo sviluppo successivo di quanto fatto è sicuramente meno epico ed entusiasmante, richiede più testa che cuore ma spesso riserva piacevoli ed inaspettate sorprese.
Qui mi voglio soffermare sulla pianificazione sia della successione nel patrimonio familiare che del passaggio generazionale in azienda.
Si tratta di argomenti che si tende a posticipare se non addirittura a rimuovere dalla nostra attenzione ma che più presto vengono affrontati e pianificati e migliori saranno i risultati raggiunti.
Tre strumenti possono aiutarci a vincere questa sfida:
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- La creazione di una holding di famiglia.
La holding è una società contenitore nella quale la famiglia imprenditoriale può detenere immobili, intangibles (marchi, brevetti etc.) e partecipazioni di società operative o anche di altre società che detengono partecipazioni (c.d. sub-holding).
Gli scopi che sottendono la costituzione della società holding sono molteplici: in primo luogo la riduzione del rischio di impresa mantenendo separate la parte immobiliare, i beni immateriali e finanziari dall’andamento delle società operative, in secondo luogo consentono una gestione efficace del passaggio generazionale e la razionalizzazione delle varie società e relative quote, in terzo luogo permettono di gestire con efficacia fiscale e operativa i flussi finanziari.
Laddove il numero degli eredi si moltiplica e l’azienda familiare si è già sviluppata in più aziende per inserirsi in nuovi business e diversificare l’assetto proprietario e manageriale, detenere delle partecipazioni tramite una holding permette di mantenere l’unita del patrimonio familiare e aziendale complessivo permettendo a tutti di godere dei suoi frutti.
Nella quasi totalità dei casi le PMI italiane familiari nascono da un singolo, spesso insieme al coniuge, o da due o tre fratelli che decidono di iniziare una attività di impresa nella produzione o nei servizi.
L’attività si sviluppa e parimenti crescono i nuclei familiari; lo sviluppo dell’attività imprenditoriale porta ad evolversi in più business e di conseguenza in più società e questo diventa funzionale al momento del passaggio generazionale quando ai genitori succedono i figli e poi ai fratelli succedono i cugini.
Il rischio implicito è però lo spezzettarsi sia del patrimonio che della cultura e della forza aziendale, e questa debolezza può portare ad un impoverimento patrimoniale e ad una scomparsa di una o più aziende.
Attraverso la holding di famiglia invece sarà possibile mantenere una unitarietà del patrimonio di famiglia costituito dagli immobili, dai beni immateriali e finanziari condividendoli attraverso le quote di partecipazione alla holding stessa.
Nello stesso tempo tramite la holding si potranno sostenere delle nuove realtà imprenditoriali senza mettere a rischio il patrimonio aziendale/familiare e soprattutto si potrà mantenere una visione unitaria del patrimonio anche razionalizzando nel tempo il numero delle società e le partecipazioni societarie.
Diversi sono poi i vantaggi fiscali e di gestione finanziaria di cui è possibile godere tramite una holding ma che devono essere oggetto di una pianificazione personalizzata che tenga conto di tutte le peculiarità aziendali e familiari.
Li sintetizzo riservandomi successivi approfondimenti:
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- Il regime fiscale c.d. PEX attraverso il quale nel caso di cessione di partecipazioni di società controllate operative la holding può detassare il 95% della plusvalenza (riducendo la tassazione al 1,3%)
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- L’esenzione della ritenuta fiscale sugli interessi attivi nei finanziamenti infragruppo
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- Esenzione per il 95% sulla tassazione dei dividendi che la capogruppo riceve dalle collegate (riducendo la tassazione al 1,2%)
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- Possibilità di consolidato fiscale di gruppo sia sulle imposte dirette (IRPEF – IRES – IRAP – IMU) che sull’IVA.
Esistono di contro degli aspetti da valutare nella pianificazione dell’uso della holding caso per caso che riguardano:
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- Maggiori costi societari ed amministrativi per la gestione infragruppo
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- Necessità di bilancio consolidato
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- Attenzione a non ricadere nella disciplina delle società di comodo
La scelta della holding deve quindi essere ponderata sulla situazione aziendale e familiare ma soprattutto deve essere una scelta strategica a salvaguardia della continuità aziendale e patrimoniale e non una scelta tattica per esigenze fiscali o di breve respiro
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- Il patto di famiglia.
Nel diritto italiano non è possibile fare degli atti dispositivi del proprio patrimonio in vita pena la nullità, unica eccezione è il patto di famiglia in cui è possibile stabilire quale o quali eredi continueranno l’attività aziendale senza che siano possibili successive contestazioni e facendo salvi i diritti degli altri eredi di essere adeguatamente ricompensati.
Questo strumento è di grande utilità quando tra gli eredi è chiaro, per volontà o capacità, che non tutti continueranno la gestione aziendale ed è quindi possibile assegnare le quote ad uno o più eredi con l’accordo degli altri, pianificando la continuità aziendale prima della morte dell’imprenditore.
In questo caso è necessario un lavoro di individuazione delle aspirazioni degli eredi, di crescita delle loro competenze e allo stesso tempo bisogna attuare una buona pianificazione patrimoniale che interessa sia l’azienda che la famiglia per creare un patrimonio che possa compensare in maniera equa e adeguata gli eredi che non continueranno nell’attività aziendale senza intaccare in maniera importante gli asset patrimoniali aziendali.
Importante ricordare che il patto di famiglia è un contratto inter vivos con efficacia immediata e con possibilità di modifica o recesso (solo se espressamente indicato) e con la partecipazione di tutti i soggetti interessati.
Si tratta quindi di una soluzione efficace solo in presenza di un patrimonio dell’imprenditore tale da poter soddisfare gli eredi esclusi dal patrimonio aziendale e a fronte di una concordia e comunione di intenti familiare dal momento che l’imprenditore si dovrà spogliare in vita sia del patrimonio aziendale che di una parte cospicua del patrimonio personale
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- Il trust.
Ultimo strumento di grande utilità per la trasmissione del patrimonio, dove il disponente affida una parte del patrimonio al controllo e gestione di un altro soggetto per il raggiungimento di finalità determinate dal disponente con l’atto di affidamento.
La disposizione di trust rende non aggredibile da terzi i beni assegnati (salvo crediti anteriori del disponente), li esclude dalla massa ereditaria del disponente e rende i beni utilizzabili dal soggetto designato per la gestione solo all’interno delle finalità e del programma definito nell’atto di trust.
Il disponente nel momento dell’assegnazione al trust si distacca sia dei beni che dei diritti sugli stessi.
In Italia questo strumento viene utilizzato in genere attraverso una società fiduciaria con alcuni aspetti differenzianti dal trust che devono essere valutati.
Attraverso il trust è possibile determinare dei precisi effetti sul patrimonio assegnato, in particolare:
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- Pianificare nel tempo l’utilizzo del patrimonio, incidendo sulle capacità di utilizzo di determinati beni e sui diritti in capo ai discendenti, in un’ottica di mantenimento dell’unità del patrimonio stesso
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- Proteggere i figli minori in caso di decesso, divorzio o per altre eventualità
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- Dare una governance stabile anche oltre la vita del disponente ad eventuali patti di sindacato o di gestione aziendale
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- Tutelare soggetti portatori di disabilità o con situazioni in cui necessita una tutela
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- Poter effettuare in riservatezza attività filantropiche o caritatevoli
Nell’ipotesi di utilizzo di questo strumento la scelta della fiduciaria e la redazione di un atto di disposizione preciso e puntuale è determinante per l’efficacia del risultato
Chiaramente questi strumenti, in particolare il trust hanno degli effetti assai diversi nella vita dei beneficiari e in generale degli eredi a secondo che vengano usati come strumento di controllo e autorità da parte del disponente o che vengano scelti e strutturati all’interno di una situazione familiare di condivisione e progettualità comune.
Se ritieni che questi strumenti siano adatti alla tua pianificazione successoria sia patrimoniale che aziendale e vuoi degli approfondimenti o vuoi verificare come implementarli nel tuo progetto successorio non esitare a scrivermi a giuseppe.allegra@imprenditorealfuturo.it
