24, Settembre 2023

L’eredità. Si lascia o si costruisce?

by Giuseppe Allegra

 

 

“Ciò che lasci nei tuoi figli è più importante di ciò che lasci a loro.”
Denis Waitley

Quando parliamo di eredità il termine ci richiama alla mente un patrimonio di beni mobili ed immobili, grande o piccolo che sia, che una persona anziana lascia ai suoi parenti più prossimi.

Ma è sempre questo il quadro?

Purtroppo, no. In alcuni casi, fortunatamente pochi, chi viene a mancare è ancora nel pieno della sua esistenza con tanti progetti personali ma anche familiari in corso, spesso fortemente legati alla sua presenza e alla sua capacità reddituale. In questi casi più che di gestione del patrimonio lasciato agli eredi si tratta di trovare soluzioni per non lasciare problemi ed incombenze enormi a chi rimane.

Chi si trova in situazioni in cui la sua presenza è fondamentale anche per altre persone deve seriamente riflettere sulle soluzioni che esistono per proteggere i suoi cari e valutarle attentamente e con coscienza e senso di responsabilità.

Esiste poi la maggioranza di casi in cui si viene a mancare dopo una vita vissuta pienamente ed avendo realizzato e condiviso con le persone care beni materiali ma soprattutto valori comuni e trasmessi.

In questi casi ci sono tre aspetti da curare che fanno una grande differenza nel nostro lascito e nell’effetto che questo potrà avere sui beneficiari.

  1. Che tipo di eredità decidiamo di lasciare.  

Una “eredità da smontare” o una “eredità per i beneficiari”?

Il primo caso è quello in cui l’eredità è solo trasmissione di tutto ciò che si è realizzato ed accumulato nel tempo. In genere immobili, depositi e titoli, ma anche aziende e collezioni (auto, orologi, mobili antichi e per chi ha qualche disponibilità in più opere d’arte).

Eredità a volte anche cospicue con molti immobili, con conti correnti sostanziosi e tant’altro, ma pensate per durare in eterno o, meglio, come se la vita del detentore (spesso anche creatore di questa ricchezza) dovesse durare in eterno.

In questa tipologia si verificano spesso problemi e difficoltà per gli eredi: si va dagli immobili indivisi lasciati a più eredi, qualcuno magari appetibile per molti ed altri assolutamente inutilizzabili per tutti, il pensiero di chi lascia è in genere “poi deciderete voi come dividerli, alla peggio li affitterete o li venderete”, ma le divisioni e le vendite post morte non sono mai semplici con più eredi e gli affitti richiedono una attenta gestione per evitare che i costi superino i benefici.  

Più semplice è sicuramente la suddivisione di liquidità e titoli, stando attenti però alla tassazione di successione ma, soprattutto, al mantenimento del potere di acquisto di somme che specie in età matura si finisce per lasciare magari per anni sul conto o vengono impiegate in investimenti di breve periodo magari meno volatili rispetto ai mercati ma più volatili rispetto al potere d’acquisto.

Ma la parte più importante e che presenta spesso maggiori complicazioni è la trasmissione dell’azienda o  delle aziende, sicuramente il lascito emotivo più forte per gli imprenditori e quindi il più difficile da pianificare, anche qui tante decisioni che dovrebbero essere prese per tempo relative a chi lasciare e cosa lasciamo, ma su questo saranno necessari altri articoli di approfondimento.

In ultimo, ma spesso non meno rilevante, le passioni ossia beni di valore oggetto di collezione che richiederebbero una attenzione e una cura particolare ma, soprattutto, qualche erede se non tutti che abbiano la stessa passione.

Purtroppo, questo primo tipo di eredità è quella che si incontra spesso, anche per patrimoni importanti.

Nel secondo caso invece il disponente si trova a ragionare più sul lascito che vuole fare a ciascun erede che sulla massa di beni.

Si tratta di un lavoro che richiede del tempo e del senso di responsabilità nel ricercare come quel patrimonio possa essere utile ad ogni erede e in questa maniera non disperdersi ma rafforzarsi. Per non dilungarmi troppo vi rimando all’articolo “Il nostro patrimonio. Strumento o attaccamento”, qui voglio solo sottolineare che questo approccio alla trasmissione del patrimonio chiede la voglia e la costanza di creare un lascito con ciascun erede che non è solo materiale ma è soprattutto di valori e progetti condivisi ed in cui il patrimonio viene valutato, anche più volte, nel tempo in base al valore che ha per noi ma anche a quello che può creare negli eredi. In questo caso la presenza di professionisti terzi, dal consulente patrimoniale al commercialista, passando anche da notaio e avvocato è di fondamentale importanza per preparare prima e gestire poi tutto il processo di pianificazione e trasmissione del patrimonio e dell’azienda.

2. Responsabilizzare gli eredi mentre si è in vita e cominciare a condividere il patrimonio.

Se si è creato questo percorso di condivisione, che inizia dai valori e dai comportamenti familiari, con i nostri eredi, il passo successivo è di responsabilizzarli cominciando a condividere con loro il patrimonio.

Questo significa verificare quali parti del patrimonio possono essere loro di aiuto alla realizzazione dei loro progetti e cominciare a trasmetterli con donazioni (anche con riserva d’uso), assegnazioni di quote, meglio tramite holding, creazione di trust con specifici scopi rispetto agli eredi e vari altri strumenti ognuno con varie possibilità e declinazioni.

3. Riuscire a comunicarsi i propri obiettivi personali ed armonizzarli all’interno degli obiettivi familiari o della comunità degli eredi (che, se non c’è, si deve creare assolutamente).

Non temo di sbagliare dicendo che questo è l’obiettivo di ogni genitore, nonna/o e di chiunque abbia un legame affettivo profondo con altre persone.

Questo indipendentemente dalle disponibilità finanziarie e patrimoniali, ma ancora di più per chi lascia un patrimonio importante e soprattutto una o più aziende.

In questi casi per chi lascia è importante non dare per scontato che chi riceve sia pienamente consapevole degli sforzi fatti per costruire azienda e patrimonio e dei valori ed emozioni che sono stati alla base di ciò che si è realizzato.

Questa comunicazione e condivisione diventa la base per far emergere e condividere obiettivi ed aspirazioni delle generazioni future e armonizzarli con gli obiettivi dell’intera famiglia e dell’azienda.

Nello specifico della situazione aziendale spesso non tutti gli eredi possono o vogliono continuare e trovare un equilibrio ed una intesa su come poter sostenere altri progetti di vita è fondamentale sia per la serenità e comunanza della famiglia che per il proseguimento virtuoso dell’azienda/e di famiglia e, perché no, per la realizzazione di nuove realtà imprenditoriali.

Questi tre aspetti se curati e seguiti con la dovuta attenzione faranno la differenza nel tipo di eredità che lasciamo e soprattutto renderanno più ricca (da tutti i punti di vista) la nostra esistenza e quella delle persone che abbiamo a cuore.

Puoi farlo da solo, ma se hai qualcuno che ti affianca la strada sarà più semplice e farai meno errori.

Quindi se vuoi cominciare a pianificare o anche solo se vuoi avere chiarimenti o approfondimenti non esitare a mandare un messaggio alla nostra casella postalegiuseppe.allegra@imprenditorealfuturo.it


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